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E' USCITO IL MIO LIBRO "LA DEMOCRAZIA ARANCIONE. STORIA DELL'UCRAINA DALL'INDIPENDENZA ALLE PRESIDENZIALI 2010", LIBRIBIANCHI EDITORE. Parte dei proventi finanzia l'Associazione AnnaViva.

sabato 27 febbraio 2010

TYMOSHENKO: ECCO LE PROVE DELLE FALSIFICAZIONI DEL VOTO



A due giorni dall'insediamento di Viktor Janukovych, quarto presidente dell'Ucraina, la Lady di Ferro ucraina continua nella sua battaglia, pubblicando le prove delle falsificazioni del voto in suo possesso.

Sul sito personale di Julija Tymoshenko (www.tymoshenko.ua), la candidata alla presidenza dell'Ucraina ha pubbblicato parte dei materiali in suo possesso presentanti al Tribunale amministrativo come prove delle falsificazioni del voto presidenziale.

"Abbiamo deciso di rendere noti alcuni materiali di uno dei 9 fascicoli di prove presentate presso la Corte Amministrativa che non sono stati mostrati al pubblico a causa della decisione di sospendere la diretta tv della seduta". Così riporta il comunicato ufficiale del Blocco Tymoshenko.

Le prove in questione riguardano Dnipropetrovs'k, una delle città sospettate di brogli assieme a Donec'k e Luhans'k - tutte nell'est del Paese dove Janukovych ha ottenuto il pieno di voti con un'altissima affluenza che desta sospetti. "Fatti che testimoniano una tendenza comune ad altre regioni del Paese" cita il comunicato.

Il principale strumento di falsificazione riguarderebbe i registri degli iscritti al voto, in cui sarebbero state inserite colonne "bianche" o contenenti nomi fittizi di elettori inesistenti o defunti al posto dei quali cittadini corrotti avrebbero votato secondo precise istruzioni precedentemente fornite loro dai membri dello staff di Janukovych. Responsabile legale di questi registri è il presidente, dunque l'allora in carica Viktor Jushchenko - che ha contrastato la Lady di Ferro ucraina in ogni modo possibile, favorendo l'ex rivale dei tempi della rivoluzione arancione Viktor Janukovych.

"Sui mezzi di trasporto pubblico il giorno delle elezioni veniva proposto ai viaggiatori il voto a Janukovych, incentivandolo con la promessa di pagamento secondo un tariffario non indifferente. Una compravendita del voto che infrange le regole del corretto svolgimento delle consultazioni elettorali" denuncia il comunicato.

Non solo accurate descrizioni. Sul sito sono pubblicati documenti, foto e filmati di testimoni che confermano le accuse.

"I rappresentanti di lista e gli osservatori del Blocco Tymoshenko hanno registrato e segnalato tali infrazioni". Ma né la CommissioneElettorale Centrale, né il Tribunale amministrativo si sarebbero curati di analizzarle. "Dal momento in cui lo svolgimento corretto delle elezioni non è stato accurato, così come tutte le prove e tutti i documenti che possono determinare la correttezza o meno delle operazioni di voto, non potremo mai affermare che la volontà del popolo è stata rispettata e che il capo dello stato è stato insediato legittimamente" riporta il testo.

Julija Tymoshenko continua dunque la sua battaglia, determinata a smascherare un voto scorretto e a fare giustizia nel Paese per rispettare il volere dei cittadini ucraini. Lecito ricordare che lo scorso 16 febbraio la Lady di Ferro ucraina ha inoltrato ricorso sulla validità dei dati elettorali presso il Tribunale Amministrativo, per poi ritirarlo quattro giorni più tardi a causa del rifiuto della Corte di analizzare le prove del Blocco Tymoshenko e di confermare la diretta video delle sedute, precedentemente concordata.

Così il nuovo presidente Janukovych si è insediato nella giornata di giovedì 25 febbraio. I suoi primi impegni: una visita ai vertici dell'Unione Europea a Bruxelles il prossimo lunedì primo marzo, e un summit a Mosca con Medvedev e Putin due giorni più tardi per trattare il rinnovo delle forniture del gas russo.

Matteo Cazzulani

mercoledì 24 febbraio 2010

UCRAINA: DIETRO L'INSEDIAMENTO DI JANUKOVYCH, ECCO L'INCIUCIO CON JUSHCHENKO

Un documento pubblicato dalla Ukrajins'ka Pravda - sito di informazione fondato dal buon Girija Gongadze - certifica le voci di una coalizione di governo tra il partito di Janukovych e quello di Jushchenko, che ancora una volta si accorda con l'ex-rivale.

C'erano tutti (o quasi) presso la sala del parlamento: il secondo presidente dell'Ucraina indipendente Leonid Kuchma - ma non il primo, Kravchuk - delegazioni da più di cento Paesi, il partriarca della chiesa ortodossa di Mosca Kyryl, il Presidente della Federazione Russa Dmitrij Medvedev. Janukovych giura solennemente e dal 25 febbraio 2010 è il quarto presidente dell'Ucraina indipendente. Questa volta davvero ufficialmente. Chiusi i ricorsi, le polemiche e gli strascichi elettorali.

"Il Mondo ha riconosciuto che esse [le elezioni, n.d.a.] sono state democratiche, perciò non ci sono dubbi. Abbiamo superato appieno l'esame" ha dichiarato Janukovych appena proclamato presidente, completo blu scuro e cravatta rossa. Ha giurato in una Rada semivuota a causa dell'assenza dei deputati del Blocco Tymoshenko. Ma ha continuanto il suo discorso.

"Viviamo in un Paese senza budget che tuttavia si può risollevare dalla crisi soltanto grazie ad un presidente forte quale intendo essere" ha dichiarato, accennando alla creazione di una nuova maggioranza di governo concorde con il suo orientamento politico. "Il parlamento è il luogo delle discussioni, dell'opposizione, ma nel contempo anche di una forte maggioranza" ha sottolineato.

Tra gli invitati mancava solo il presidente georgiano Mikheil Saakashvili e, come già riportato, la maggior parte dei parlamentari del Blocco Tymoshenko.

Proprio costoro sono stati esclusi anche da un'altra iniziativa politica, questa volta inerente agli assetti della Rada. Nella giornata di mercoledì 24 febbraio i parlamentari del Partija Rehioniv dopo aver presentato una mozione di sfiducia al governo Tymoshenko sono passati ai fatti, distribuendo ai colleghi del gruppo parlamentare di Nasha Ukrajina (il partito del presidente Jushchenko) una vera e propria bozza di statuto per la formazione di una nuova coalizione parlamentare.

Nome della nuova alleanza arancio-blu sarà "Stabilità e Riforme" e, sempre stando al documento, gli scopi principali del nuovo governo sarebbero "lo status di neutralità dell'Ucraina, l'approvazione di norme urgenti contro la crisi economica, lo sviluppo della lingua russa secondo la Carta Europea, partnership strategica con la Russia".

In particolare, nel prologo del documento è riportato che "i rappresentati dei gruppi parlamentari della coalizione sono uniti da un metodo comune per combattere la crisi, raggiungere la stabilità economica, varare fondamentali provvedimenti per la coesione sociale, innalzare l'attività dello Stato, il suo progresso e benessere e il tenore di vita dei cittadini ucraini".

La prima parte dello statuto interessa la politica economica, in cui il Partija Rehioniv propone ai compagni di coalizione "una massiccia modernizzazione della produzione statale per portare l'Ucraina tra le 20 economie più prospere del pianeta". Uno scopo ambizioso che il nuovo governo intenderebbe raggiungere "continuando la privatizzazione dei beni dello stato", con "sgravi fiscali per le medie imprese" e "incentivi negli investiventimenti ed aiuti ai grandi industriali per garantire loro sicurezza economica e guadagni per il bene comune". Facile leggere dietro la voce "grandi industriali" le oligarchie dell'est del Paese.

Dal punto di vista della politica interna, la nuova coalizione si adopererebbe per "la crescita del potere delle amministrazioni locali" ed il "rafforzamento dei poteri del parlamento" rispetto a quelli del presidente, entrambi punti del programma elettorale di Janukovych.

Anche per quanto riguarda la politica estera, il nuovo governo sarebbe debitore in toto dei principi del Partija Rehioniv: limitazione della collaborazione con la NATO "per soli obiettivi comuni"; "politica di neutralità" ma nel contempo "sviluppo della partnership strategica con la Russia e con gli altri Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti" e stipula di una "carta per la collaborazione strategica con gli USA" da concordare con l'amministrazione Obama.

Tale accordo dovrebbe essere ratificato dal Partija Rehioniv, da Nasha Ukrajina e dal Blocco Lytvyn, che stando alle ultime indiscrezioni sarebbe pronto ad abbandonare l'attuale maggioranza con il Blocco Tymoshenko per partecipare al nuovo governo, garantendo allo stesso Volodymyr Lytvyn il mantenimento della poltrona di speaker della Rada.

Se così sarà e la nuova maggioranza prenderà il via, "Stabilità e Riforme" si ascriverà alla storia ucraina come l'ennesimo accordo bipartisan con cui Viktor Jushchenko e il suo partito scendono a patti con gli ex-rivali dei tempi della rivoluzione arancione, de facto tradendo gli ideali di quel popolo del Majdan che ha solo in Julija Tymoshenko il suo coerente rappresentante politico.
Anche dagli scranni dell'opposizione.

Matteo Cazzulani

lunedì 22 febbraio 2010

TYMOSHENKO: PRONTA PER L'OPPOSIZIONE, JANUKOVYCH NON E' IL NOSTRO PRESIDENTE.

Nella serata di lunedì 22 febbraio la Lady di Ferro ucraina si è rivolta alla nazione con un messaggio video trasmesso dalle principali tv nazionali. Ha ribadito le accuse di brogli da parte dello staff di Janukovych, con cui non stringerà alcun patto di coalizione.

Con la classica giacca color panna scuro e l'inseparabile volto determinato, Julija Tymoshenko ha parlato agli ucraini. Ancora come primo ministro, ma non si sa per quanto: la sua maggioranza è appesa a un filo, e solo agli inizi di marzo si chiuderà la verifica di governo voluta dallo speaker della Rada Volodymyr Lytvyn.

Inizia il suo appello al Paese spiegando come quelle appena concluse fossero elezioni cruciali per decidere il destino dell'Ucraina e per compiere "una scelta in direzione della giustizia, dell'integrazione con l'Europa, di riforme sociali ed economiche per il bene comune".

Un'Ucraina che "non non piace agli oligarchi che necessitano di manodopera a basso prezzo, persone povere e disoccupate che possono essere sfruttate nelle loro fabbriche" ha affermato. "Costoro non vivono nemmeno in Ucraina, ma la sfruttano per il proprio interesse personale" ha aggiunto.

Segue ricordando i casi di falsificazione del voto non soltanto durante le operazioni di voto - di cui ribadisce avere le prove "raccolte dai rappresentanti di lista e dagli osservatori del Blocco Tymoshenko" - ma sopratutto a cavallo tra i due turni elettorali, quando il Partija Rehioniv e le altre forze politiche hanno votato i cambiamenti della composizione e del funzionamento delle Commissioni Elettorali, de facto mutando le regole a proprio vantaggio ad elezioni ancora in corso.
Inoltre, ha ricordato come lo stesso presidente uscente Jushchenko non abbia esitato a firmare tali forzature, rendendola effettiva.

La Lady di Ferro ucraina spiega anche la sua decisione di ritirare il ricorso contro i risultati elettorali depositato presso il Tribunale Amministrativo.

"La Corte ha negato prima la diretta video della seduta, e poi rifiutato l'audizione dei testimoni e delle prove da noi fornite. Allora ho capito che bisognava rendere nota al Paese che quella in corso era una farsa, e per questo ho dichiarato pubblicamente di rinunciare al mio ricorso".

Concordemente con quanto fatto, comunica di non riconoscere come presidente Viktor Janukovych che ritiene incapace di operare per il bene della nazione.

"Come milioni di Ucraini anche io affermo: Janukovych non è il nostro presidente!" ha dichiarato con voce ferma e determinata. "L'entourage di Janukovych ha già iniziato in diversi ambiti ad operare contro gli interessi nazionali ucraini. La loro intenzione è quella di indebolire l'Ucraina e annichilire la nostra lingua e cultura. La squadra di Janukovych ha iniziato persino a privatizzare il sistema di trasporto del gas" a favore delle oligarchie.

Dinnanzi a tale situazione, la Lady di Ferro chiama all'"unità delle forze democratiche in parlamento" con particolare riferimento al ripristino della coalizione di governo tra il Blocco Tymoshenko, Nasha Ukrajina e il Blocco di Lytvyn "contro la dittatura antiucraina" del Partija Rehioniv, con cui ha dichiarato di non scendere a patti né di essere intenzionata a stringere alcuna coalizione.

"Per nessun motivo varerò con Janukovych una forte coalizione. Non firmerò con lui né universali, né memorandum [ricordando il nome dei due patti con cui invece il presidente Jushchenko non esitò ad allearsi con Janukovych nel 2005 e nel 2006, tradendo sia la Tymoshenko che gli ideali della rivoluzione arancione, n.d.a.]. Non riconoscendolo come presidente, non porterò il mio blocco a condurre una politica antiucraina e antieuropea" ha affermato testualmente.

Infine, ha comunicato di essere pronta alla battaglia dall'opposizione qualora le altre forze democratiche rinunciassero a difendere gli interessi del Paese per entrare nel governo ed amministrare ministeri assieme al Partito delle Regioni, ribadendo di essere l'unica voce coerente che ancora in Ucraina si batte per difendere gli ideali del Majdan con cui gli ucraini cinque anni fa si ribellarono alla corruzione e all'ingiustizia dell'epoca Kuchma.

"Qualora i partiti patriottici e democratici scenderanno a patti per rompere la nostra coalizione, allora andrò all'opposizione. Preparerò l'ora del ritorno del nostro Paese tra le nazioni civilizzate e sviluppate. Lotterò per i principi e gli ideali che condivido con voi. Ci batteremo indipendentemente da tutto anche dall'opposizione. Io sono con voi" ha concluso.

Matteo Cazzulani

domenica 21 febbraio 2010

UCRAINA: IN TRE PER IL PREMIERATO

Azarov, Jacenjuk e Tihipko in lizza per sostituire al posto di primo ministro Julija Tymoshenko, che ha ritirato il ricorso infuriata con la Corte per non aver consentito ai suoi testimoni di fornire le prove dei brogli. Sullo sfondo l'ombra di Mosca, e della Flotta del Mar Nero.

Ottenuta la resa della Tymoshenko, che nella giornata di sabato 20 febbraio ha ritirato il suo ricorso contro i risultati elettorali, Janukovych inizia le manovre per silurare la Lady di Ferro ucraina ed installare un governo in linea con il nuovo orientamento politico degli ucraini, ergo targato Partija Rehioniv.

Interlocure principale è quella parte di Nasha Ukrajina fedele al presidente uscente Viktor Jushchenko che oramai da più di un anno vota di frequente contro ogni provvedimento del governo Tymoshenko. Lo staff di Janukovych avrebbe proposto a costoro la creazione di una coalizione "arancio-blu" con la partecipazione dei comunisti, promettendo agli uomini di Jushchenko - se non, stando alle indiscrezioni, allo stesso ex-presidente - posti in ministeri abbastanza di peso.

Nettamente contraria la fazione del partito che, coerentemente con il volere dei suoi elettori e con il programma da essi presentato agli ucraini alle parlamentari del 2007, rimane negli scranni della maggioranza con il Blocco Tymoshenko e quello di Lytvyn. In primis, Borys Tarasjuk, ex-ministro degli esteri e leader del Ruch (movimento filooccidentale), che accusa i colleghi di partito vicini all'accordo con l'ex avversario dei tempi della rivoluzionearancione di "ennesimo tradimento degli ideali del Majdan che gli elettori non capirebbere e inevitabilmente punirebbero".

Accanto alle trattative con i gruppi parlamentari, le consultazioni riguardano anche il premierato. A riguardo, Viktor Janukovych ha dichiarato di considerare tre personalità: Mykola Azarov, Arsenij Jacenjuk e Serhij Tihipko.

Il primo è un uomo di partito, già ministro delle finanze e vice Janukovych ai tempi del suo primo governo nel 2002, della rivoluzione arancione e del secondo governo del 2006.
Jacenjuk è una giovane promessa della politica ucraina, cresciuto nelle liste di Nasha Ukrajina ed ex-speaker della Rada nel governo Tymoshenko fino alla crisi dell'estate 2008, quando è stato sostituito da Volodymyr Lytvyn. Jacenjuk ha corso alle presidenziali 2010 con l'appoggio di un proprio movimento, il Front Zmin, ottenendo circa il 6%. Dal punto di vista ideologico è un liberale, tuttavia cauto sulla pronta integrazione euroatlantica del Paese e attento al buon vicinato con Mosca.
Tihipko invece è il vero vincitore delle presidenziali del 2010: al primo turno ha ottenuto il 13% dei consensi, presentandosi come il "nuovo volto" della politica ucraina. In realtà ha già governato la Banca Nazionale Ucraina e coordinato la campagna elettorale presidenziale di Janukovych nel 2004 prima che i brogli elettorali venissero alla luce e provocassero la protesta pacifica della rivoluzione arancione. Tuttavia, oggi possiede un consenso considerevole destinato a crescere: per questo ha deciso di rafforzare il suo partito "Sylna Ukrajina" e ha dichiarato di voler correre alle prossime elezioni amministrative e parlamentari.

Lo speaker della Rada Volodymyr Lytvyn ha fissato per il prossimo 2 marzo il limite per consegnare le 226 firme di parlamentari necessarie per istituire una nuova maggioranza. Nel contempo in un'intervista sul 5 Kanal sabato sera ha dichiarato la possibilità per il suo Blocco di compartecipare ad una maggioranzacon il Partija Rehioniv e Nasha Ukrajina qualora fosse lui garantita la poltrona di presidente del parlamento finora ricopeta.

Chiunque dei tre otterrà la nomina a premier dovrà affrontare sin da subito una spinosa questione: l'approvazione del bilancio statale. In esso una voce importante riguarda le uscite per il pagamento degli approvigionamenti di gas, ad oggi livellate sul tariffario imposto alla Germania. Dinnanzi alla nuova amministrazione amica, Mosca potrebbe dilazionare il pagamento, ma a caro prezzo: la Flotta russa del Mar Nero, che ad oggi deve sgombrare le acque territoriali ucraine dal 2017, potrebbe ottenere il permesso di incrociare liberamente al largo della Crimea e di usuffruire del porto di Sebastopoli anche dopo quella data.

Matteo Cazzulani


Обраний президент Віктор Янукович розглядає кандидатури Сергія Тігіпка, Арсенія Яценюка і Миколи Азарова на посаду прем'єра.
Про це він сказав в неділю в інтерв'ю українським телеканалам, повідомляє Інтерфакс.

"Остаточний вибір буде зроблено пізніше, в процесі формування коаліції депутатських фракцій у Верховній Раді", - заявив Янукович.

sabato 20 febbraio 2010

UCRAINA, FORSE LA SVOLTA: LA CORTE RICONOSCE LA VITTORIA DI JANUKOVYCH

Nella mattinata di sabato 20 febbraio Julija Tymoshenko ha ritirato il ricorso contro le presunte falsificazioni nell'est del paese, insoddisfatta del lavoro dei giudici. Poche ore più tardi la Corte ha riconosciuto la vittoria di Janukovych già proclamata dalla Commissione Elettorale Centrale. Anche Jushchenko incorona il nuovo presidente eletto.

Alla fine la decisione è stata presa: alle ore 18 locali il Tribunale Amministrativo ha riconosciuto la validità dei dati emessi dalla Commissione Elettorale che danno la vittoria a Viktor Janukovych nel secondo turno delle elezioni presidenziali del 7 febbraio 2010.

Il preludio già nella mattinata: Julija Tymoshenko ha ritirato il ricorso depositato presso il Tribunale Amministrativo contro i risultati elettorali nelle regioni orientali del paese, dove Janukovych ha ottenuto il pieno di voti con un'afflunenza altissima che desta sospetto.

"Non vediamo il senso del perché continuare il procedimento presso una Corte che rifiuta formalmente le nostre prove. Ritiriamo il nostro ricorso" ha dichiarato una Lady di Ferro infuriata. E a ragione. Oggetto della rabbia, la decisione del Tribunale di non ascoltare la deposizione di alcuni testimoni dei brogli perpetrati da membri del Partija Rehioniv.

La Corte si è comunque riunita per decidere a porte chiuse come da prassi. Dopo cinque ore il Procuratore generale Oleksandr Nechytajlo ha espresso "soddisfazione per la decisione della Tymoshenko", ma nel contempo ha rigettato ogni accusa dal momento in cui "l'ammissione di altri testimoni non è prevista dal regolamento".

Dunque si spiana la strada per l'insediamento del nuovo presidente, prevista per il prossimo 25 febbraio. Nella mattinata al leader del Partija Rehioniv sono pervenute le congratulazioni ufficiali del presidente uscente, Viktor Jushchenko, il quale lo ha invitato a "rappresentare il Paese nella sua unità, est e ovest insieme".

Lecito ricordare che come primo atto della sua presidenza Janukovych ha promesso di destituire la Tymoshenko da premier per instaurare un governo concorde con la sua visione politica.
I lavori per una nuova coalizione sono iniziati non senza difficoltà: lo speaker del Parlamento Volodymyr Lytvyn ha fissato per la prossima settimana il limite per presentare le 226 firme dei deputati necessarie per la creazione di una nuova coalizione. Tra le ipotesi, una possibile alleanza tra il Partija Rehioniv del neoeletto presidente Janukovych e Nasha Ukrajina di Jushchenko, ancora una volta pronto ad accordarsi col vecchio avversario dei tempi della rivoluzione arancione.

Esclusa la possibilità di coalizione tra il Partija Rehioniv e il Blocco Tymoshenko: la Lady di Ferro ucraina non intende tradire gli ideali del Majdan per i quali ha combattuto l'ennesima sua battaglia. E che promette di continuare a difendere in futuro, anche dall'opposizione.

Matteo Cazzulani

mercoledì 17 febbraio 2010

UCRAINA: JANUKOVYCH E TYMOSHENKO AL TERZO TURNO?

La Lady di Ferro ucraina deposita ricorso sui risultati elettorali nelle regioni orientali e la Corte Costituzionale sospende il verdetto della Commissione. Sempre più probabile una coalizione in parlamento tra Janukovych, Jushchenko e Lytvyn. Tihipko - terzo al primo turno delle presidenziali - crea il suo gruppo.

Julija Tymoshenko ancora una volta ha mantenuto la parola data, questa volta non con gli elettori, bensì con i suoi avversari.
Infatti, nella giornata di martedì 16 febbraio ha depositato ricorso sui risultati elettorali del secondo turno nele regioni di Donec'k e Luhans'k (estremo est del Paese), dove il rivale Janukovych - riconosciuto vincitore in elezioni "democraticamentente impeccabili" dagli osservatori internazionali - ha raccolto percentuali bulgare con un'affluenza alta, che desta sospetti. "Il voto può essere tato falsato fino ad un margine dell'8%. Con persone che hanno espresso la propria volta più volte in diversi seggi" ha dichiarato lo stato maggiore del Blocco Tymoshenko.

In paticolare, La Lady di Ferro Ucraina si è appellata all'organizzazione di un "terzo turno presidenziale" che ricorda l'epopea di cinque ani prima, quando la pacifica rivoluzione arncione costrinse Janukovych alla nuova tornata elettorale contro Jushchenko dopo i casi di falsificazione compiuti dal suo staff ovunque nel Paese.
Tuttavia, ora la situazione è più difficile per Julija: contro di lei il parere positivo della Comunità internazionale, che si sta complimentando con il neoeletto presidente Janukovych. Pochi giorni fa è stato il turno di Barack Obama.

Il Tribunale Costituzionale ha accolto il ricorso dela Tymoshenko - presentatasi con due casse piene fino all'orlo di verbali, cd e nastri contenenti le prove dei brogli dell'est su cui chiede di indagare - ed ha fissato per il 18 febbraio l'inizio del procedimento, che sarà trasmesso in diretta dalla televisione nazionale.

Il verdetto della Commissione Elettorale Centrale è stato sospeso fino alla fine del procedimento. Tuttavia, a Kyiv sono tutti convinti che la programmata cerimonia di insediamento del leader del Partija Rehioniv in programma per il 25 febbraio avrà luogo: poche sarebbero le speranza per la Tymoshenko di ottenere il "terzo turno".

Nel frattempo, continuano le manovre in parlamento per la creazione di una nuova maggioranza blu conorde con la nuova amministrazione.
La giornata di mercoledì 17 febbraio nelle sale del parlmento è stata un continuo andirivieni di riunioni, prove di accordo e votazioni: le ultime indicazioni darebbero come molto probabile una coalizione ampia attorno al Partija Rehioniv con comunisti, i centristi del Blocco Lytvyn e Nasha Ukrajina - il partito dell'ex presidente Jushchenko.

Anche in questo campo la Tymoshenko non si arrende. Poco prima di depositare il ricorso presso il Tribunale Costituzionale si è recata nella sede della riunione degli ex alleati di Nasha Ukrajina, ammonendoli del rischio d riconsegnare l'Ucraina nelle mani degli oligarchi ell'est del Paese qualora non si fosse ritentato il mantenimento di una coalizione democratica con il suo gruppo parlamentare.

La proposta della Lady di Ferro ucraina è però difficile da essere realizzata. Ad abbandonarla sarebbe anche l'aleato Volodymyr Lytvyn con i suoi 19 parlamentari.
Secondo quanto dichiarato dal deputato di Naha Ukrajina Taras Stec'kiv, nella giornata di mercoledì 17 febbraio il Partija Rehioniv gli avrebbe promesso la riconferma al ruolo di speaker della Rada (presidente del Parlamento)in cambio dei suoi voti. A conferma di questa indiscrezione, il comportamento dello steso Lytvyn, che solo poche ore prima in aula ha fissato in 10 giorni il termine massimo per presentare le 226 firme necessarie per la creazione della nuova coalizione.

A proposito di manovre parlamentari, come promesso si è mosso Serhij Tihipko.
Il terzo classificato del primo turno presidenziale con il 13% del voto degli ucraini - un vero e proprio successo - ha dichiarato la volontà di creare un suo gruppo parlmentare alla Rada - dove non è eletto - attingendo da parlamentari indipendenti pronti ad entrare nel suo partito Sylna Ukrajina. Già ha ricevuto l'adesione dell'ex Partija Rehioniv Taras Chornovil e del parlamentare di Nasha Ukrajina Oleksandr Tret'jakov.

Accanto al nuovo gruppo parlamentare, nato perché "E' chiaro a tutti come va a finire quando i due partiti maggiori rappresentano gli interessi differenti del premier e del presidente" [sottolineando le precedenti situazioni in cui il presidente Jushchenko spinse il suo partito Nasha Ukrajina a contrastare dapprima il BJuT, poi il Partija Rehioniv, e poi ancora il partito dela Lady di Ferro ucraina, n.d.r.] Tihipko ha dichiarato di voler rafforzare la cooperazione con gli altri due candidati minori alle presidenziali Anatolij Hrycenko e Arsenij Jacenjuk.

Costui, con un comunicato del suo "Front Zmin" ha dichiarato l'intenzione di "prendere parte alle prossime elezioni amministrative" in programma con tutta probabilità nel mese di maggio.

Matteo Cazzulani

giovedì 11 febbraio 2010

UCRAINA: RITORNO AMARO PER JULIJA

La maggioranza - oramai disgregata - è stata nuovamente battuta sul progetto di legge per gli aumenti salariali alle fasce a reddito fisso. Si avvicina il varo di una nuova coalizione di governo sotto la regia del neoeletto presidente Janukovych.

Nella giornata di giovedì 11 febbraio Julija Tymoshenko si è presentata in pubblico dopo alcuni giorni di silenzio lontano dalle telecamere e dalle sale stampa. Una comparsa programmata: la Lady di Ferro Ucraina ha compiuto il proprio dovere di primo ministro, presenziando alla votazione del progetto di legge sull'innalzamento delle paghe minime per pensionati, medici ed insegnanti, punto cruciale del suo programma di governo.

Al termine della seduta, in una conferenza stampa una Lady Ju determitata come sempre (ma nel contempo visibilmente amareggiata) ha accusato il Partija Rehioniv di incoerenza e di "pierraggio preelettorale" dal momento in cui il partito del neoeletto presidente ha tolto il proprio appoggio al progetto dopo averlo supportato in prima lettura solo il giorno prima, causandone l'affossamento.

"Hanno espresso solamente due voti a favore. Eppure tale proposta è stata supportata sia da loro [il Partija Rehioniv, n.d.a.] che da noi [il BJuT, n.d.a.] solo ieri" ha affermato sconsolata riferendosi all'atteggiamento degli uomini di Janukovych. "Spero solo che gli ucraini si ricorderanno in futuro di tale atteggiamento" ha continuato la Lady di Ferro ucraina.

Senza l'appoggio del Partija Rehioniv il progetto di legge in questione è stato respinto, avendo ottenuto solamente 203 voti sui 226 necessari. Favorevoli il Blocco Tymoshenko (125 voti), Nasha Ukrajina (il partito del presidente uscente Jushchenko, 31 voti), i comunisti (26), il Blocco di Lytvyn (19) e due parlamentari del Partija Rehioniv.

Questione politica a parte (il progetto in questione sarà nuovvamente esaminato in seconda lettura il prossimo martedi 16 febbraio) nessuna dichiarazione da parte della Tymoshenko sulle recenti elezioni presidenziali, né sul ricorso inoltrato dal suo staff elettorale circa presunti brogli nella regione orientale di Donec'k e Luhans'sk, dove Janukovych ha ottenuto un pieno di voti con un'affluenza altissima.

A parlare è invece il suo braccio destro Oleksandr Turcynov, che comunica come il governo non sia affatto intenzionato a dimettersi.

Il giorno precedente il neoeletto presidente Viktor Janukovych aveva invitato la Tymoshenko "a rinunciare al premierato per permettere la creazione di un nuovo esecutivo in linea con il voto degli ucraini e con il nuovo colore della presidenza". Turcynov ha risposto ricordando che "secondo la costituzione il governo deve dimettersi solamente in caso di scioglimento del parlamento", ed ha aggiunto che "non è intenzione del Blocco Tymoshenko rassegnare le proprie dimissioni, né rinunciare al mantenimento degli impegni presi con gli ucraini nel corso della campagna parlamentare del 2007".

Stando alle indiscerezioni, il Partija Rehioniv starebbe spingendo per creare una nuova coalizione con Nasha Ukrajina, Blocco Lytvyn e comunisti. Tuttavia, mentre la forza politica del presidente uscente Jushchenko - spaccata in due tra chi intende continuare ad onorare l'alleanza di governo con la Tymoshenko e chi invece vorrebbe disfarsene per cercare nuove convergenze - sembra essere possibilista su possibili accordi, gli altri due gruppi parlamentari evitano ogni trattativa.

Tuttavia, è lecito ricordare che il Partija Rehioniv già per due volte negli ultimi mesi è riuscito a trovare una maggioranza parlamentare con le forze sopra citate in due votazioni importanti, quali le dimissioni del ministro dell'interno Jurij Lucenko ed i cambiamenti alla legge elettorale tra il primo ed il secondo turno.

Per questa ragione, la maggur parte degli esperti è convinta che nelle prossime settimane un qualche accordo sarà trovato, e nella Rada presto si avrà una nuova coalizione di governo sotto la guida del Partito delpresidente Janukovych.

Matteo Cazzulani