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venerdì 3 luglio 2009

MADELEINE ALBRIGHT ALLA NUOVA EUROPA: OBAMA NON SI ACCORDERA’ CON LA RUSSIA SENZA DI VOI

In un’intervista rilasciata al quotidiano polacco Gazeta Wyborcza, l’ex segretario di Stato USA tra il 1997 ed il 2001 rassicura Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria circa le reali intenzioni della nuova amministrazione americana, che in occasione dell’ultimo vertice NATO si è riconciliata con Mosca, allarmando i Paesi dell’Europa Centrale già minacciati dall’involuzione autocratica e dalla prepotente politica estera del Cremlino.

Madeleine Albright ha esordito dichiarando che l’entrata e la piena attività nella NATO di Repubblica Ceca, Polonia ed Ungheria – riunite assieme alla Slovacchia del Quartetto di Vyšegrad – è “un’importantissima realtà storica che non può essere negata, né ha senso che venga contrastata, poiché Praga, Varsavia e Budapest si trovano laddove sono sempre state: nel cuore di un’Europa, oggi unita economicamente e politicamente”.

La presenza dei tre maggiori Paesi dell’Europa Centrale è anche fondamentale per la nuova missione che la NATO si è data dopo la fine della guerra fredda: da forza militare opposta al blocco comunista ad alleanza incaricata di sostenere la democrazia nel mondo.

La Albright si sofferma sull’allargamento dell’Alleanza Atlantica del 1999, sottolineando la speranza – condivisa con l’allora presidente Bill Clinton – che un ampliamento della NATO potesse anche comportare l’integrazione nell’UE dei Paesi interessati. Evento che, fortunatamente, si è verificato cinque anni più tardi (nel 2004, con l’ingresso non solo di Repubblica Ceca e Slovacca, Polonia ed Ungheria, ma anche dei Paesi Baltici e Slovenia, oltre che di Malta e Cipro), lasciando tuttavia ancora aperta la questione con la Turchia, membro NATO ma non UE.

Per quanto riguarda la questione dell’allargamento ad Ucraina e Georgia, l’ex segretario di Stato afferma che “secondo gli intenti espressi a Bucarest nel 2008, Kyiv e Tbilisi saranno prima o poi anch’essi membri NATO”. Ma, come più volte ribadito anche nei colloqui bilaterali coi Paesi interessati, “l’Alleanza Atlantica non è un regalo, ma una responsabilità che i due Stati devono dimostrare di potere affrontare”.

Sul rapporto con la Russia, Madeleine Albright evidenzia come storicamente gli Stati Uniti abbiano cercato di uscire dalle situazioni difficili dialogando con l’allora URSS, sebbene tale confronto fosse spesso difficile ed arduo da mantenere. Gli USA sono convinti che anche oggi sia fondamentale affrontare sfide globali mantenendo un canale aperto on Mosca.

Tuttavia, la parola reset, con cui il nuovo responsabile della politica estera Hillary Clinton ed il vicepresidente Joe Biden hanno indicato il nuovo atteggiamento che Washington intende assumere con la Russia, va inteso non come un ammorbidimento, ma come “un’attitudine pragmatica volta a cercare campi in cui sia possibile cooperare con Mosca”. Ad esempio, la questione iraniana e quella climatica, sulla quale gli USA possono esercitare forti pressioni sulla Russia.
Viceversa, a Washington nessuno intende riconoscere l’indipendenza di Abkhazja ed Ossezia Meridionale, né negare il sostegno ad Ucraina e Georgia, la cui sovranità nazionale è costantemente minacciata da talune scelte del Cremlino.

Chiarimenti vengono forniti anche riguardo alla questione dello scudo di difesa antimissilistico USA che, come noto, consiste nell’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca e di una batteria di missili patriot in Polonia. Praga – già la scorsa primavera – e Varsavia – lo scorso agosto, preoccupata per l’aggressione russa in Georgia – sono giunte alla firma dell’accordo con la precedente amministrazione Bush. Ma le ultime dichiarazioni circa il reset nelle relazioni con Mosca hanno diffuso l’idea di una prossima rinuncia da parte di Obama al progetto, in cambio del sostegno della Russia nella questione iraniana, de facto “vendendo” la tradizionale amicizia della “Nuova Europa”.
Madeleine Albright ha sostenuto di non credere a tale affermazione, e di essere convinta che il sistema di difesa antimissilistico si farà, poiché a un progetto simile gli USA stavano lavorando già sotto l’amministrazione Clinton. L’ex segretario di Stato illustra anche come sia intenzione del neopresidente Barack Obama quella di consultarsi con tutti gli alleati, ivi compresi cechi e polacchi, affinché il progetto sia accuratamente pianificato sul piano economico e tecnico.

Inoltre, la Albright – nata nell’allora Cecoslovacchia, riparata negli Stati Uniti nel 1948 dopo la presa del potere a Praga dei comunisti – incentra l’attenzione sul suo Paese d’origine, contestando l’atteggiamento del governo ceco, accordatosi con l’amministrazione Bush senza consultare le rappresentanze cittadine dei luoghi nei quali il radar ha da essere installato: “non si può stringere un patto senza ascoltare i territori interessati. E’ proprio questo che intende Obama”.
Matteo Cazzulani

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